Superbonus, obbligo di spalmare i crediti in 10 anni solo per il 2024

“Lo ha detto il ministro, e io ribadisco, la retroattività è limitata alle spese sostenute nell’esercizio fiscale vigente alla data di entrata in vigore della norma, e quindi a tutte le spese sostenute nell’esercizio del 2024“. Con queste parole il sottosegretario dell’Economia Federico Freni, a margine dei lavori della commissione Finanze del Senato del 9 maggio 2024 sul decreto superbonus, ha cercato di rasserenare professionisti e addetti ai lavori che paventavano una svalutazione dei crediti maturati negli anni scorsi del 15% per effetto di un allungamento a dieci anni dell’arco temporale di recupero della misura agevolativa.

“Quindi – spiega Freni – una spesa di gennaio è retroattiva, ma una sostenuta a dicembre 2023 non è eleggibile alla rateizzazione obbligatoria in 10 anni“.

Ricordiamo che negli scorsi giorni Giorgetti aveva reso noto che il Governo presenterà una proposta emendativa per prevedere che le detrazioni relative a interventi edilizi siano ripartite in dieci quote annuali di pari importo, allungato così in modo significativo le annualità necessarie per “recuperare” l’agevolazione.  Misura che, ove fosse retroattiva, comporterebbe quale naturale conseguenza quella di scaricare costi su chi detiene i crediti, pacificamente svalutati sulla base dell’allungamento dell’orizzonte temporale di riferimento, per alleviare le esigenze di liquidità dell’Erario.

Per oggi, venerdì 10 maggio, è invece atteso l’emendamento del Governo, come ha riferito il relatore Giorgio Salvitti. Il testo dell’emendamento governativo, oltre allo spalmacrediti in 10 anni dovrebbe raccogliere diverse misure tra cui:

  • il coinvolgimento dei Comuni nell’ambito dei controlli sui cantieri;
  • con il riconoscimento di un ritorno per gli enti “virtuosi” che effettuano i controlli in misura pari al 50% degli introiti.

Al voto sugli emendamenti agli articoli che riguardano specificamente il superbonus si procederà martedì, così da chiudere i lavori con il mandato al relatore, mentre il provvedimento è atteso al vaglio del Senato per la giornata di mercoledì 15 maggio.

Fonte: MySolution

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