Sconto contributi INPS 35% Forfettari: domanda entro il 2 marzo

13 Febbraio 2026, di Anna Fabi – PMI.it

Artigiani e commercianti in regime forfettario iscritti alla Gestione INPS possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti. L’agevolazione è opzionale e va richiesta ogni anno entro il termine previsto: per il 2026 la scadenza slitta al 2 marzo (poiché il 28 febbraio cade di sabato). La misura, prevista dall’art. 1, commi 111 e seguenti della legge 208/2015, consente di ridurre sia la quota fissa sia la quota percentuale dei contributi.

Chi può richiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS nel regime forfettario

Il beneficio spetta esclusivamente ai titolari di partita IVA in regime forfettario che esercitano un’attività d’impresa con obbligo di iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti. Restano esclusi i forfettari iscritti alla Gestione Separata o a una Cassa professionale autonoma.

Non basta quindi applicare l’imposta sostitutiva del regime forfettario: è necessario che l’attività rientri tra quelle soggette alla contribuzione fissa e percentuale INPS prevista per artigiani e commercianti.

Scadenze e procedure di richiesta per sconto contributivo INPS 35%

La riduzione non è automatica: occorre presentare apposita istanza telematica accedendo al Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti sul portale INPS e selezionando la voce relativa al “Regime agevolato ex art. 1, comma 111, legge 208/2015”.

Per i soggetti già in attività, la domanda va inoltrata entro il 28 febbraio, che però slitta al 2 marzo 2026 cadendo in un giorno festivo. In caso di nuova iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti, la richiesta deve essere trasmessa con tempestività rispetto al provvedimento di iscrizione.

Una volta esercitata, l’opzione si rinnova automaticamente negli anni successivi, purché permangano i requisiti del regime forfettario e non venga presentata espressa rinuncia.

Effetti della riduzione del 35% su contributi versati e settimane utili alla pensione

La riduzione del 35% si applica sull’intero ammontare dei contributi dovuti, comprensivi di quota fissa minimale e quota percentuale sul reddito eccedente il minimale.

Occorre però considerare un effetto rilevante: se, per effetto dello sconto, il versamento annuo risulta inferiore al contributo minimale, l’INPS accredita un numero ridotto di settimane utili ai fini pensionistici. In questo caso l’anzianità contributiva viene riproporzionata in base ai contributi effettivamente versati.

Per verificare importi, aliquote e scadenze aggiornate è possibile consultare le tabelle contributive INPS 2026 per Artigiani e Commercianti, utili per valutare l’effettivo impatto della riduzione del 35%.

Contributi INPS forfettari: rapporto tra riduzione del 35% e sconto del 50% per nuovi iscritti

La riduzione del 35% è distinta dall’agevolazione del 50% dei contributi per i nuovi iscritti introdotta dalla Legge di Bilancio 2025. Le due misure non sono cumulabili.

Chi opta per lo sconto del 50% per i primi 36 mesi non può contemporaneamente applicare la riduzione del 35%. Al termine del triennio agevolato, sarà possibile valutare l’eventuale accesso al regime contributivo ridotto del 35%, nel rispetto dei requisiti.

Per un confronto completo tra le due opzioni si rinvia all’analisi dedicata su sconti INPS per forfettari: alternative a confronto.

La scelta tra le diverse agevolazioni va quindi valutata considerando durata dello sconto, impatto sui versamenti e conseguenze sull’anzianità contributiva.

Carrello