27 Marzo 2026, di Anna Fabi – PMI.it
Ottenere lo status di startup innovativa consente di accedere a un sistema strutturato di agevolazioni fiscali, finanziamenti agevolati e deroghe normative che nessun’altra forma giuridica italiana garantisce nella fase di avvio. Per accedere a questi strumenti occorre prima essere iscritti nella sezione speciale del Registro delle Imprese riservata alle startup innovative. Dal 2025, con l’entrata in vigore della Legge 193/2024 e della Legge 162/2024, il quadro degli incentivi è stato aggiornato in profondità: alcune misure sono state potenziate, altre sono scadute e ne sono state introdotte di nuove per incubatori e investitori istituzionali.
I requisiti per ottenere lo status di Startup innovativa
La startup innovativa è una società di capitali non quotata che soddisfa contestualmente tutti i requisiti oggettivi previsti dal D.L. 179/2012 come modificato dalla Legge 193/2024: qualifica di micro, piccola o media impresa ai sensi della Raccomandazione 2003/361/CE, costituzione da non più di 5 anni, valore della produzione annua sotto i 5 milioni di euro dal secondo anno, sede in Italia o nel SEE con filiale italiana, nessuna distribuzione di utili, oggetto sociale focalizzato su prodotti o servizi ad alto valore tecnologico senza attività prevalente di consulenza o agenzia.
A questi si aggiunge almeno uno dei tre criteri di innovazione: spese in R&S pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costi e produzione, oppure personale altamente qualificato in quota non inferiore a un terzo, oppure titolarità di brevetti o software registrati. L’iscrizione avviene tramite autocertificazione del legale rappresentante con il modello aggiornato al 10 giugno 2025.
Detrazione IRPEF e deduzione IRES sugli investimenti in startup
Chi investe nel capitale di una startup innovativa beneficia di un doppio regime agevolato. In regime de minimis, le persone fisiche possono detrarre il 65% dell’investimento dall’IRPEF, fino a un massimo di 100.000 euro per periodo d’imposta, a condizione di mantenere la partecipazione per almeno 3 anni e di non detenere una quota superiore al 25% del capitale. Per investimenti oltre tale soglia e fino a 1 milione di euro si applica la detrazione ordinaria del 30%. Per i soggetti IRES, la deduzione è del 30% sull’investimento fino a 1,8 milioni di euro. La detrazione de minimis spetta esclusivamente nei primi 3 anni di iscrizione nella sezione speciale.
Credito d’imposta per incubatori e acceleratori certificati
Dal periodo d’imposta 2025, gli incubatori e acceleratori certificati che investono direttamente o tramite OICR nel capitale di startup innovative beneficiano di un credito d’imposta dell’8% sull’investimento agevolabile, fino a 500.000 euro per periodo d’imposta, con obbligo di mantenimento per almeno 3 anni. Le risorse stanziate ammontano a 1,8 milioni di euro annui. Il credito è concesso in regime de minimis, nel rispetto del massimale di 300.000 euro nel triennio. Le domande per il 2026 sono state aperte il 30 marzo 2026.
Fondo di Garanzia per le PMI
Le startup innovative accedono al Fondo di Garanzia per le PMI in forma automatica, prioritaria e gratuita: il Fondo non esegue valutazioni di merito sul bilancio della startup, affidandosi alla due diligence dell’istituto di credito. La garanzia copre fino all’80% di ciascuna operazione bancaria, per un massimo di 2,5 milioni di euro. Le istanze provenienti da startup innovative o da incubatori certificati vengono valutate con priorità rispetto alle richieste ordinarie.
Smart&Start Italia
Il programma Smart&Start Italia di Invitalia è il principale strumento di finanziamento agevolato nazionale per le startup innovative. Prevede un finanziamento a tasso zero, senza garanzie reali, fino all’80% delle spese ammissibili su progetti con un piano di spesa tra 100.000 e 1,5 milioni di euro. La percentuale sale al 90% per le startup interamente composte da donne o da giovani under 36, oppure in presenza di un dottore di ricerca italiano che rientra dall’estero. Per le startup con sede nelle regioni del Mezzogiorno si aggiunge un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo. Le startup costituite da non più di 12 mesi possono accedere anche a servizi di tutoraggio tecnico-gestionale del valore di 15.000 euro al Sud e 7.500 euro nel resto d’Italia.
Le altre agevolazioni operative
L’iscrizione nella sezione speciale garantisce ulteriori benefici diretti:
- l’esonero dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria e camerali per 5 anni dall’iscrizione;
- la procedura fail-fast in caso di insuccesso, con accesso esclusivo alla composizione della crisi da sovraindebitamento, tempi di liquidazione accelerati e accesso ai dati camerali limitato alle sole autorità giudiziarie per 12 mesi dall’apertura;
- la raccolta di capitali tramite equity crowdfunding su piattaforme autorizzate da Consob;
- deroghe alla disciplina societaria ordinaria, tra cui la possibilità di emettere categorie speciali di quote e strumenti finanziari partecipativi;
- la trasformazione in PMI innovativa senza soluzione di continuità, con mantenimento dei benefici compatibili.