Credito d’imposta 4.0 agricoltura, la Manovra 2027 lo proroga al 2029

29 Ottobre 2026, di Redazione PMI.it

Il disegno di legge di Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri rifinanzia il credito d’imposta 4.0 per l’agricolturae ne proroga l’operatività, secondo il ministero dell’Agricoltura. Per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura significa più risorse e più tempo per agevolare trattori, attrezzature di precisione e software, beni per i quali gran parte delle aziende agricole non può usare l’iperammortamento. Per utilizzare il credito serve però il decreto attuativo, che il MASAF non ha ancora emanato.

In sintesi:

  • il ddl di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026, stanzia 160 milioni di euro per Agricoltura 4.0 e proroga al 2029 l’operatività del credito, secondo il comunicato MASAF del 28 ottobre 2026;
  • la dotazione oggi in vigore è di 2,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 (art. 1, comma 457, L. n. 199/2025);
  • il credito è escluso per gli investimenti dei soggetti che possono accedere all’iperammortamento o al credito ZES Agricoltura 2026 (art. 1, comma 456, L. n. 199/2025);
  • il decreto attuativo previsto dal comma 459 entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge non risulta emanato a fine ottobre 2026.

Agricoltura 4.0 nella Manovra 2027: 160 milioni e proroga al 2029

Il ddl della Manovra 2027 approvato il 28 ottobre 2026 destina 160 milioni di euro al credito d’imposta Agricoltura 4.0 e ne proroga l’operatività fino al 2029. Lo ha annunciato il ministro Francesco Lollobrigida nel comunicato del MASAF. Le risorse servono a finanziare trattori e macchine ad alto contenuto tecnologico, attrezzature per l’agricoltura di precisione e sistemi digitali di monitoraggio delle colture.

La Legge di Bilancio 2026 aveva previsto 6,3 milioni nel triennio 2026-2028: lo stanziamento annunciato vale circa 25 volte tanto. Il comunicato non indica la ripartizione tra gli anni né il nuovo termine per gli investimenti, oggi fissato al 28 settembre 2028. Entrambi dipendono dal testo del ddl e dall’esame delle Camere.

Credito d’imposta 4.0 agricoltura: aliquota, beni ammessi e periodo

Il credito d’imposta 4.0 agricoltura spetta alle imprese della produzione agricola primaria, della pesca e dell’acquacoltura che acquistano beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico. È la misura sugli investimenti digitali tra le agevolazioni per l’agricoltura della Legge di Bilancio 2026, regolata dall’art. 1, commi da 454 a 459, della L. n. 199/2025:

ElementoRegola in vigore
Aliquota40% del costo del bene
Investimento massimo agevolabile1 milione di euro
Beni ammessibeni materiali e immateriali nuovi degli allegati IV e V alla L. n. 199/2025
Periodo degli investimentidal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028
Leasingla base del credito è il costo sostenuto dal locatore
Utilizzosolo in compensazione con F24, dall’anno successivo alla spesa
Certificazionerevisore legale; per chi non è obbligato alla revisione le spese si aggiungono al credito fino a 5.000 euro

Il credito è cumulabile con altri aiuti sugli stessi costi entro il costo sostenuto. Si riduce se il bene è ceduto o destinato ad altre finalità entro il 31 dicembre del quinto anno successivo al completamento dell’investimento; in quel caso la parte già compensata va restituita con il saldo delle imposte, senza sanzioni né interessi (commi 455 e 456).

Chi può usare il credito 4.0 agricoltura: esclusioni per iperammortamento e ZES

Il credito è riservato alle imprese del settore primario che non hanno accesso ad altri incentivi sugli stessi beni. Il comma 456 lo esclude per gli investimenti dei soggetti che possono beneficiare dell’iperammortamento o del credito d’imposta ZES per l’agricoltura del 2026. Lo esclude anche per i beni già agevolati con il credito d’imposta beni strumentali 4.0 del 2025. Il profilo fiscale decide quale incentivo si applica:

Profilo dell’impresaIncentivo per i beni 4.0
Impresa agricola a reddito agrario o impresa della pesca e dell’acquacoltura, fuori dalla ZES unicaCredito d’imposta 4.0 agricoltura
Società agricola che dichiara reddito d’impresa in contabilità ordinariaIperammortamento, secondo la lettura prevalente
Impresa agricola nella ZES unica con accesso al credito ZES Agricoltura per le spese 2026Credito ZES Agricoltura; credito 4.0 escluso
Bene ordinato nel 2025 con acconto del 20% e consegnato entro il 30 giugno 2026Credito d’imposta beni strumentali 4.0 della disciplina 2025

L’iperammortamento riduce l’imponibile solo di chi determina un reddito d’impresa in base al bilancio e non dà beneficio a chi dichiara il reddito agrario su base catastale. Nel Mezzogiorno il comma 456, letto alla lettera, esclude chi può beneficiare del credito ZES Agricoltura anche se non lo richiede. Il decreto attuativo dovrà individuare con esattezza i beneficiari.

Esempio di calcolo: credito 4.0 agricoltura su un trattore da 180.000 euro

Un’impresa agricola individuale dell’Emilia-Romagna, a reddito agrario e senza obbligo di revisione, che nel 2026 acquista un trattore 4.0 da 180.000 euro matura un credito di 74.500 euro:

VoceImporto
Credito al 40% sul costo del trattore72.000 euro
Compenso del revisore per la certificazione (ipotesi)2.500 euro
Credito complessivo74.500 euro
Primo anno di utilizzo in F242027

Il credito compensa imposte e anche contributi previdenziali, senza i limiti annui alle compensazioni esclusi dal comma 457. Se il trattore è venduto prima della fine del 2031, i 72.000 euro già compensati vanno restituiti con il saldo delle imposte dell’anno di vendita.

Con la dotazione annua in vigore il credito copre circa 29 investimenti di questa dimensione in tutta Italia; lo stanziamento annunciato nel ddl ne finanzierebbe circa 2.200 nell’intero periodo.

Decreto attuativo Agricoltura 4.0 e documenti per non perdere il credito

Il decreto attuativo MASAF-MIMIT-MEF non è ancora stato emanato e senza di esso le imprese non possono prenotare le risorse né compensare il credito. Il 23 settembre 2026, rispondendo all’interrogazione n. 5-05788 in Commissione Agricoltura della Camera, il MASAF ha riferito che lo schema è in concertazione avanzata e affiderà la gestione al GSE. Chi investe prima del decreto può già mettere in sicurezza il beneficio:

  1. verificare prima dell’ordine che il bene compaia negli allegati IV e V alla L. n. 199/2025;
  2. far riportare su fattura, documento di trasporto e altri documenti di acquisto il riferimento all’art. 1, commi da 454 a 459, della L. n. 199/2025, richiesto dal comma 458 a pena di revoca;
  3. conservare la documentazione che prova il sostenimento delle spese;
  4. incaricare un revisore legale iscritto nella sezione A del registro della certificazione delle spese;
  5. presentare la domanda con la procedura del decreto attuativo e compensare il credito in F24 dall’anno successivo alla spesa.
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