Bonifici SEPA: rinviato l’obbligo di indirizzo strutturato

5 Novembre 2026, di Anna Fabi – PMI.it

Gli indirizzi scritti in forma libera, con via, CAP e città nella stessa riga, potranno accompagnare i bonifici SEPA e gli addebiti diretti anche oltre la metà di novembre. Il Consiglio europeo per i pagamenti (EPC), l’organismo delle banche europee che scrive le regole dei pagamenti in euro, ha rinviato l’obbligo dell’indirizzo strutturato e sceglierà la nuova data all’inizio del 2027.

Il rinvio dà tempo soprattutto alle imprese che pagano fornitori o incassano dai clienti con i file prodotti dal gestionale, le cui anagrafiche andranno comunque riorganizzate in campi separati. Chi dispone un singolo bonifico dall’home banking compila il modulo della propria banca, che raccoglie i dati nel formato richiesto, a partire dall’IBAN del beneficiario, controllabile prima dell’invio con il servizio di verifica IBAN.

Lo stesso obbligo slitta per i bonifici esteri che viaggiano sulla rete Swift, il circuito che collega le banche di tutto il mondo.

In sintesi:

  • il Payment Scheme Management Board, il comitato dell’EPC che gestisce gli schemi di pagamento SEPA, ha deciso il 29 ottobre 2026 di non fissare ancora la data di stop agli indirizzi non strutturati e tornerà a riunirsi entro febbraio 2027;
  • le regole SEPA in vigore dal 30 settembre 2026 ammettono tre formati di indirizzo, e quello ibrido, con città e Paese in campi propri e fino a due righe libere da 70 caratteri, non ha scadenza;
  • per i bonifici tra prestatori di servizi di pagamento stabiliti nell’Unione europea, l’art. 5 del Regolamento (UE) 2023/1113 richiede almeno il numero di conto di ordinante e beneficiario;
  • Swift comunicherà entro dicembre 2026 i nuovi tempi per i bonifici esteri, mentre l’Eurosistema ammette per un periodo limitato gli indirizzi non strutturati nei pagamenti regolati in T2.

Nuove regole sui bonifici SEPA: il rinvio deciso dall’EPC

L’indirizzo non strutturato è ammesso nei bonifici SEPA ordinari e istantanei e negli addebiti diretti SEPA anche dopo il 15 novembre 2026, fino alla nuova scadenza che l’EPC non ha ancora stabilito. Il comitato che gestisce gli schemi ha preso la decisione il 29 ottobre, sulla base dei dati raccolti da banche e circuiti di pagamento sull’uso dei tre formati di indirizzo, e ne tornerà a discutere entro febbraio.

È il secondo rinvio in due mesi. Il 9 settembre 2026 lo stesso comitato aveva sospeso la scadenza di metà novembre fissata dai rulebook 2025, i regolamenti dell’EPC che le banche aderenti agli schemi SEPA sono tenute ad applicare e che valgono per i clienti attraverso i contratti di conto. Con la versione 1.2 dei rulebook, in vigore dal 30 settembre 2026, la data è stata sostituita da un termine ancora da fissare.

L’EPC conferma l’obiettivo e raccomanda a banche e clienti di adottare subito l’indirizzo completamente strutturato, che rende più affidabili i controlli sulle sanzioni internazionali, più rapida la riconciliazione degli incassi e più ampia la quota di pagamenti elaborati senza interventi manuali.

Indirizzo strutturato, ibrido o libero: i tre formati ammessi

Le regole SEPA riconoscono oggi tre formati di indirizzo e, alla futura scadenza, ne accetteranno due: lo strutturato e l’ibrido, entrambi con la città e il codice del Paese in campi dedicati. I requisiti di ciascun formato sono fissati dalla guida dell’EPC sugli indirizzi nei pagamenti.

Indirizzo non strutturato

È composto da un massimo di due righe di testo libero, eventualmente accompagnate dal codice del Paese. È il formato delle anagrafiche in cui via, numero civico, CAP e città occupano un unico campo, ed è quello destinato a uscire dalle regole SEPA.

Indirizzo ibrido

Combina campi strutturati e fino a due righe libere di 70 caratteri ciascuna. Città e Paese vanno sempre nei rispettivi campi, ogni dato disponibile in forma strutturata va nel suo campo e non può essere ripetuto nelle righe libere. Per questo formato l’EPC non ha previsto una data di uscita.

Indirizzo strutturato

Ogni elemento occupa il proprio campo e le righe libere non sono ammesse. Per un fornitore con sede in via Roma 10, 20121 Milano, i campi del file di pagamento si compilano così:

Campo del fileContenuto
Via (StrtNm)Via Roma
Numero civico (BldgNb)10
CAP (PstCd)20121
Città (TwnNm)Milano
Paese (Ctry)IT

Nel formato ibrido lo stesso indirizzo si trasmette con CAP, città e Paese nei campi dedicati e con via e numero civico in una riga libera.

Quando l’indirizzo è obbligatorio in bonifici e addebiti diretti

Nei bonifici in euro tra banche con sede nell’Unione europea l’indirizzo dell’ordinante e quello del beneficiario sono facoltativi: per eseguire il pagamento bastano gli IBAN dei due conti, come prevede l’art. 5 del Regolamento (UE) 2023/1113 sui dati che accompagnano i trasferimenti di fondi.

L’indirizzo dell’ordinante, completo del Paese, diventa obbligatorio quando la banca di chi paga o quella di chi incassa ha sede in un Paese SEPA esterno allo Spazio economico europeo, come Svizzera, Regno Unito o San Marino. In questi casi si applica l’art. 4 dello stesso regolamento, che chiede anche il numero di un documento ufficiale e il codice cliente dell’ordinante o, in alternativa, data e luogo di nascita. Negli addebiti diretti SEPA vale la regola speculare: serve l’indirizzo del debitore quando una delle due banche ha sede fuori dallo SEE.

Il formato dell’indirizzo interessa quindi i pagamenti da e verso questi Paesi e i file in cui l’impresa inserisce l’indirizzo anche quando non è richiesto: in entrambi i casi, alla futura scadenza, un indirizzo scritto in forma libera porterà al rifiuto del pagamento.

Bonifici esteri e urgenti: i tempi di Swift e del sistema T2

Per tutti i principali circuiti di pagamento usati dalle imprese italiane lo stop agli indirizzi liberi è sospeso, con calendari diversi:

Tipo di pagamentoIndirizzo in forma libera
Bonifico SEPA ordinario o istantaneoAmmesso fino alla nuova data dell’EPC
Addebito diretto SEPA Core e B2BAmmesso fino alla nuova data dell’EPC
Bonifico estero sulla rete SwiftAmmesso in attesa del nuovo calendario Swift
Bonifico urgente regolato in T2Ammesso per un periodo limitato

Swift, la cooperativa che gestisce la rete dei pagamenti internazionali, ha rinviato il 27 agosto 2026 tutte le modifiche ai pagamenti previste con l’aggiornamento degli standard di novembre, compresa l’esclusione degli indirizzi liberi, e indicherà i nuovi tempi entro dicembre.

L’Eurosistema ha spostato al 28 novembre 2026 il rilascio dei servizi TARGET, tra cui T2, la piattaforma che regola i pagamenti di importo rilevante e i bonifici urgenti. Con lo stesso avviso del 4 settembre ha introdotto una misura temporanea che consente ancora gli indirizzi non strutturati nei messaggi T2. In ogni circuito gli indirizzi strutturati e ibridi sono già accettati.

Anagrafiche e file ISO 20022: gli adeguamenti per le imprese

Per le imprese che trasmettono alla banca file di pagamento nello standard ISO 20022, come il tracciato CBI del bonifico SEPA, l’adeguamento riguarda anagrafiche, gestionale e pagamenti già programmati. Le regole EPC sul formato dell’indirizzo si applicano a questi file, mentre per i bonifici disposti dall’home banking o allo sportello è la banca a raccogliere i dati nel formato richiesto.

Anagrafiche di fornitori e clienti

Il lavoro più lungo riguarda le anagrafiche, che vanno riorganizzate così:

  • via, numero civico, CAP, città e Paese in campi separati, con il codice ISO del Paese a due lettere;
  • priorità ai fornitori e ai clienti con banca in Svizzera, Regno Unito, San Marino o in altri Paesi SEPA fuori dallo SEE, per i quali l’indirizzo è obbligatorio;
  • controllo degli indirizzi dei debitori nei mandati di addebito diretto, che l’impresa creditrice trasmette alla propria banca senza che questa possa correggerli.

Gestionale e file di pagamento

Il gestionale o il software di tesoreria deve generare file con indirizzo strutturato o almeno ibrido. Con il fornitore del software e con la banca vanno chiariti tre aspetti:

  • la versione del tracciato accettata dalla banca e i campi dell’indirizzo previsti;
  • la possibilità di inviare un pagamento di prova con indirizzo strutturato prima della scadenza;
  • il trattamento dell’indirizzo dell’impresa ordinante, che la banca può sostituire con quello registrato nella propria anagrafica clienti.

Pagamenti ricorrenti e con data futura

I file inviati prima della nuova scadenza con una data di esecuzione successiva dovranno già contenere indirizzi strutturati o ibridi: secondo la guida EPC, dal giorno della scadenza le banche rifiuteranno i pagamenti con indirizzo libero anche se trasmessi in precedenza. La regola vale per bonifici periodici, distinte di pagamento programmate e incassi con addebito diretto, che le imprese trasmettono di norma alcuni giorni prima della data di addebito.

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