16 Aprile 2026, di Teresa Barone – PMI.it
Investire in Intelligenza Artificiale non garantisce sempre risultati. Il 68% delle imprese dichiara di farlo in modo massiccio – con AI generativa, agentica o machine learning — ma al momento solo il 54% registra ritorni positivi, con un miglioramento di 12 punti percentuali rispetto all’anno precedente. E il 57% segnala ritardi per criticità strutturali interne. Sono dati riportati dalla Digital Skills and Jobs Platform dell’Unione Europea, che ha coinvolto 3.700 decisori aziendali in 21 Paesi e analizzato i dati di circa 1.200 imprese di tutto il mondo.
Gli ostacoli che frenano i ritorni sugli investimenti AI
Le tre criticità più diffuse emerse dall’indagine sono interconnesse: la complessità nell’integrare l’AI con i sistemi IT esistenti, la carenza di talenti qualificati e i vincoli normativi. Non si tratta quindi di problemi tecnologici in senso stretto ma piuttosto di sfide di governance che rallentano il passaggio dalla sperimentazione all’adozione strutturata. Il problema di fondo, dunque, è la mancanza di metodo: molte imprese adottano strumenti AI in modo frammentario, senza una strategia che colleghi l’investimento a un obiettivo misurabile di efficienza o competitività.
Il mercato digitale italiano e gli strumenti disponibili
Sul piano nazionale, il contesto è in espansione. Secondo Anitec-Assinform, il mercato digitale italiano arriverà a circa 91,5 miliardi entro il 2028, trainato principalmente dai servizi ICT, dal cloud e dall’intelligenza artificiale — il segmento in più rapida crescita con un tasso medio annuo superiore al 24% fino al 2028.
Per le imprese che vogliono strutturare la propria transizione, le leve finanziarie disponibili nel 2026 si concentrano sull’iperammortamento sugli investimenti digitali, sfruttando ad esempio i programmi di assessment promossi dai Punti Impresa Digitale (PID Next).
Un percorso strutturato in cinque passi
QuestIT e il Centro Studi Area 12 propongono un percorso per le imprese che intendono investire nell’innovazione digitale per ottenere risultati misurabili:
- si comincia dalla valutazione della maturità digitale dell’impresa, analizzando infrastrutture, processi e competenze per identificare le aree di intervento più promettenti;
- poi si passa alla definizione di una roadmap strategica, con obiettivi chiari e tempistiche realistiche;
- a quel punto entra in gioco la formazione del capitale umano, per integrare l’AI incentivando una gestione consapevole degli strumenti in azienda;
- in parallelo scatta l’implementazione tecnologica mirata, selezionando e integrando le soluzioni AI più efficaci in modo strutturato;
- infine si passa alla mappatura delle opportunità di finanziamento disponibili, per massimizzare il ROI.