Energy Release alle PMI: Tajani lo chiede in Manovra 2027

23 Ottobre 2026, di Anna Fabi – PMI.it

L’Energy Release, il meccanismo con cui il GSE anticipa alle imprese energia rinnovabile a prezzo calmierato, potrebbe aprirsi alle PMI con la Manovra 2027. Il vicepremier Antonio Tajani ha indicato, tra gli aiuti alle imprese da inserire in Legge di Bilancio, «una sorta di energy release» destinata al maggior numero possibile di piccole e medie imprese.

Il Governo aveva già inserito una nuova Energy Release tra le misure per le imprese da finanziare con la flessibilità europea sull’energia, senza indicarne beneficiari e risorse, e il ministero dell’Ambiente studia anche una idro release legata alle concessioni idroelettriche. Il disegno di legge di bilancio non è ancora stato approvato dal Consiglio dei ministri: le misure sono quindi ipotesi.

Nella versione in vigore, l’Energy Release 2.0, lo strumento è riservato alle imprese energivore ed è costruito come un prestito di energia. L’impresa riceve elettricità a prezzo fisso e la restituisce con la produzione di nuovi impianti rinnovabili, costruiti in proprio o da un produttore delegato. Per una piccola impresa la condizione più onerosa è proprio l’impianto.

In sintesi:

  • l’Energy Release 2.0, prevista dall’art. 1, comma 2, del D.L. n. 181/2023, anticipa alle imprese energivore energia rinnovabile del GSE a 65 euro/MWh tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2027;
  • alla chiusura della sottoscrizione, il 31 gennaio 2026, il GSE ha registrato 476 contratti per 22,5 TWh di energia assegnata;
  • l’energia anticipata si restituisce in 20 anni con impianti fotovoltaici, eolici o idroelettrici dimensionati per produrre il doppio dell’energia da restituire;
  • le PMI fuori dall’elenco degli energivori possono stipulare PPA di almeno tre anni con garanzia di ultima istanza del GSE, ai sensi dell’art. 4 del D.L. n. 21/2026.

Manovra 2027: la proposta di Energy Release per le PMI

L’estensione dell’Energy Release alle PMI è al momento un indirizzo politico senza testo. Tajani ne ha parlato il 20 ottobre a margine del convegno Welfare, Italia. La maggioranza punta ad approvare il disegno di legge in Consiglio dei ministri nell’ultima settimana di ottobre, compatibilmente con il confronto con Bruxelles sui margini di flessibilità per l’energia e con le coperture.

La nuova Energy Release nella Relazione al Parlamento

La Relazione al Parlamento 2026, presentata al Consiglio dei ministri del 2 ottobre, destina agli interventi sull’energia fino a circa 14,4 miliardi di euro nel biennio 2027-2028, finanziati con la clausola di salvaguardia nazionale. Per le imprese il documento indica misure per gli impianti fotovoltaici, una nuova Energy Release, il rafforzamento dell’idroelettrico e la promozione del biometano. Non specifica se il nuovo strumento sarà riservato agli energivori o aperto alle PMI.

Anche le altre misure per le imprese in Manovra 2027, dai voucher per l’intelligenza artificiale alla proroga dell’iperammortamento, attendono il disegno di legge e le relative coperture.

L’idro release allo studio del MASE

Accanto all’Energy Release il Governo valuta una idro release, cioè la cessione a prezzo calmierato di una quota dell’energia prodotta dalle grandi centrali idroelettriche. Il 21 ottobre il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha riferito di aver messo al lavoro gli uffici del MASE su una proposta da inserire in Legge di Bilancio con le risorse della flessibilità per l’energia. Lo schema allo studio lega il rinnovo delle concessioni idroelettriche ai gestori uscenti all’impegno di cedere parte della produzione a categorie di consumatori ancora da individuare, e deve superare il confronto con la Commissione europea.

Se la platea comprenderà le PMI, l’idro release diventerebbe per le piccole imprese una seconda fonte di energia a prezzo amministrato, alimentata dalle centrali idroelettriche già in esercizio, mentre l’Energy Release usa l’energia degli impianti incentivati ritirata dal GSE.

Il precedente del 2022 con le PMI tra i beneficiari

Un’Energy Release aperta alle piccole e medie imprese è già esistita. L’art. 16-bis, comma 3, lettera b), del D.L. n. 17/2022, tuttora in vigore, prevede che l’energia rinnovabile nella disponibilità del GSE sia ceduta in via prioritaria ai clienti industriali, alle PMI e ai clienti delle isole maggiori che partecipano al servizio di interrompibilità. Il decreto attuativo del 16 settembre 2022 aveva fissato un prezzo di riferimento di 210 euro/MWh per contratti triennali, nel pieno della crisi dei prezzi, senza obbligo di costruire impianti.

Il confronto tra le due versioni indica la scelta che il Governo dovrà compiere. Da un lato una cessione di energia a prezzo amministrato su una platea ampia, come nel 2022; dall’altro il modello 2.0, che lega il prezzo calmierato alla costruzione di nuova capacità rinnovabile. In entrambi i casi l’energia ceduta proviene dagli impianti incentivati la cui produzione è ritirata dal GSE, la stessa quantità su cui insistono i contratti dell’Energy Release 2.0 fino al 2027.

Energy Release 2.0: requisiti e prezzo per le imprese energivore

L’Energy Release 2.0 cede alle imprese energivore energia rinnovabile del GSE a 65 euro/MWh per 36 mesi, con contratti per differenza a due vie. Quando il prezzo di mercato supera quello di cessione, il GSE versa la differenza all’impresa; quando scende sotto, è l’impresa a pagarla. Il meccanismo è disciplinato dall’articolo 1 del D.L. n. 181/2023 e dal D.M. MASE n. 268 del 23 luglio 2024, modificato dal D.M. n. 204 del 29 luglio 2025.

Chi può accedere

Il meccanismo è riservato alle imprese iscritte nell’elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica tenuto dalla CSEA. Ai sensi dell’art. 3 del D.L. n. 131/2023 vi accedono le imprese con un consumo annuo di almeno 1 GWh che operano nei settori ad alto rischio o a rischio di rilocalizzazione indicati dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato per clima, ambiente ed energia. Rientrano anche le imprese già agevolate nel 2022 o nel 2023. L’energia anticipata non può superare, su base annua, i consumi medi dichiarati per l’iscrizione.

La platea dell’Energy Release 2.0 è chiusa. Le manifestazioni di interesse sul portale E-Release del GSE si sono chiuse il 3 marzo 2025 ed erano aperte, anche in forma aggregata, agli iscritti agli elenchi CSEA del 2024 e del 2025. Per le PMI che superano la soglia di consumo l’iscrizione all’elenco vale comunque per le agevolazioni sugli oneri di sistema: la sessione ordinaria delle dichiarazioni 2027 sul portale CSEA è aperta fino al 16 novembre 2026.

Contratti firmati e produttori terzi

Il GSE ha reso noto il 3 febbraio 2026 che alla chiusura della sottoscrizione risultavano 476 contratti per 22,5 TWh di energia assegnata. Le imprese possono trasferire l’obbligo di realizzare gli impianti a produttori terzi, selezionati con la procedura competitiva la cui graduatoria il GSE ha pubblicato a giugno 2026. Per un’impresa piccola è la strada che evita di costruire e gestire un impianto in proprio.

Restituzione dell’energia: gli impianti rinnovabili da costruire

L’energia anticipata si restituisce nei 20 anni successivi all’entrata in esercizio di nuovi impianti fotovoltaici, eolici o idroelettrici, ciascuno sopra una soglia minima di potenza. Gli impianti devono entrare in esercizio entro 40 mesi dalla firma del contratto e produrre almeno il doppio dell’energia da restituire. L’impresa cede al GSE al massimo metà della produzione attesa, al prezzo di cessione dell’anticipazione e senza rivalutazione per l’inflazione, e dispone del resto. Se alla fine dei 20 anni il vantaggio ottenuto con l’anticipazione non è stato interamente restituito, il periodo si allunga fino a ulteriori 20 anni.

Quanto vale l’anticipazione per ogni GWh

Le regole operative approvate dal MASE con decreto direttoriale n. 72 del 19 novembre 2025 calcolano il vantaggio dell’anticipazione con prezzi di riferimento rilevati al 30 settembre 2025: consuntivi 2025 e quotazioni EEX per gli anni successivi. Per 1 GWh anticipato all’anno il differenziale rispetto al prezzo di cessione è il seguente:

AnnoDifferenziale per 1 GWh anticipato
202549.400 euro, con prezzo di riferimento di 114,4 euro/MWh
202638.800 euro, con prezzo di riferimento di 103,8 euro/MWh
202732.200 euro, con prezzo di riferimento di 97,2 euro/MWh
Triennio120.400 euro

Il calcolo è una stima ai prezzi di riferimento. Il differenziale effettivo segue il prezzo di mercato mese per mese e diventa un costo per l’impresa se il prezzo scende sotto quello di cessione. Il GSE trattiene inoltre 3 euro per ogni MWh come garanzia collettiva, restituita in proporzione dopo l’entrata in esercizio degli impianti.

Quanti kW di fotovoltaico servono

La potenza minima si ottiene dividendo il doppio dell’energia da restituire ogni anno per le ore equivalenti di funzionamento della fonte. Per il fotovoltaico le regole operative fissano 1.000 ore al Nord, 1.200 al Centro e 1.400 al Sud. Per un’impresa che anticipa 1 GWh l’anno per tre anni, cioè 3 GWh da restituire in 20 anni, la potenza minima dell’impianto è la seguente:

Fonte e zonaPotenza minima dell’impianto
Fotovoltaico al Nord300 kW
Fotovoltaico al Centro250 kW
Fotovoltaico al Sud214 kW
Eolico200 kW, soglia minima di legge per impianto
Idroelettrico200 kW, soglia minima di legge per impianto

Per una PMI vicina alla soglia di consumo l’obbligo equivale a un impianto di taglia industriale, da autorizzare, finanziare e collegare alla rete entro i termini del contratto. Una versione dell’Energy Release pensata per le piccole imprese ha davanti tre strade: alleggerire l’obbligo di restituzione, affidarlo per intero ai produttori terzi oppure tornare alla cessione senza obbligo del 2022.

PMI non energivore: PPA con garanzia del GSE

Per le PMI che non rientrano tra gli energivori, lo strumento disponibile per fissare il prezzo dell’energia rinnovabile è il PPA, il contratto di acquisto a lungo termine. L’art. 4 del D.L. n. 21/2026 prevede, sulla bacheca gestita dal GSE, sezioni dedicate alle imprese, comprese le PMI, per contratti di almeno tre anni, anche aggregati per area, profilo di consumo o settore. Le parti possono chiedere al GSE di agire come garante di ultima istanza, cioè di subentrare se la controparte non rispetta il contratto, nei limiti delle risorse stanziate.

GSE e Banco BPM hanno presentato un modello che unisce incentivi e credito per la transizione energetica delle PMI, con i PPA garantiti tra gli strumenti. Le regole operative della bacheca sono state sottoposte dal GSE a consultazione pubblica e attendono l’approvazione.

Gli strumenti per profilo d’impresa

La scelta dello strumento dipende dai consumi e dalla posizione dell’impresa rispetto all’elenco degli energivori:

Profilo dell’impresaStrumento disponibile
Energivora con contratto Energy Release 2.0 sottoscrittoAnticipazione a prezzo calmierato fino al 31 dicembre 2027 e restituzione con impianti propri o affidati a un produttore terzo
Energivora senza contratto Energy Release 2.0Agevolazioni sugli oneri generali di sistema; anticipazione chiusa alle nuove adesioni
Sopra la soglia di consumo, non iscritta all’elenco CSEAIscrizione all’elenco se l’attività rientra nei settori ammessi; accesso all’eventuale nuova Energy Release da verificare sul testo della Manovra 2027
Sotto la soglia di consumo o fuori dai settori ammessiPPA registrati sulla bacheca GSE, con garanzia di ultima istanza; eventuale Energy Release per le PMI legata al testo della Legge di Bilancio
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